glossolalia

I Vangeli nel Nuovo Testamento e gli Atti degli Apostoli

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Messaggiodi meloweb il Sab Gen 19, 2008 10:09 pm

amici miei ho due domande da porre
1) cosa ne pensate del battesimo nello Spirito Santo di oggi e delle lingue (glossolalia)
2) perchè non c'è punto d'incontro tra esperienza pentecostale e calvinismo. grazie anticipato
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Messaggiodi MariaLaura79 il Sab Gen 19, 2008 10:41 pm

Qualche mese fa in rete trovai la testimonianza di un fratello irlandese che appartien ad una chiesa riformata carismatica ed ho anche trovato il seguente sito: http://www.charismaticreformed.org/. X loro la cosa è conciliabile
Dal libro del profeta Isaia ,cap. 43 versi 6a8 (Diodati 1894):

Io dirò al Settentrione: Da'; ed al Mezzodì: Non divietare; adduci i miei figliuoli di lontano, e le mie figliuole dalle estremità della terra; tutti quelli che si chiamano del mio Nome, e i quali io ho creati alla mia gloria, ho formati, anzi fatti; traendo fuori il popolo ch'è cieco, benchè abbia degli occhi; e quelli che sono sordi, benchè abbiano degli orecchi.
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Re: glossolalia

Messaggiodi Andrew il Sab Gen 19, 2008 11:06 pm

Rispondo molto francamente esponendo il mio pensiero e premetto che non è mia intenzione urtare la sensibilità di alcuno.

meloweb ha scritto:1) cosa ne pensate del battesimo nello Spirito Santo di oggi e delle lingue (glossolalia)

Penso che fossero esperienze legate alla testimonianza apostolica, oggi cessate in quanto l'opera di posa del fondamento della Chiesa si è conclusa con l'ultimo apostolo. Il battesimo nello Spirito appartiene ad ogni credente, ed avviene nel momento in cui lo Spirito opera segretamente nel cuore di una persona per rigenerarla.

Per quanto riguarda la glossolalia, penso che sia una pratica che non appartiene al Cristianesimo biblico, ma che sia stata importata da culture pagane. Nel libro degli Atti e in Corinzi, si parla di xenolalia, il parlare lingue straniere mai studiate prima per comunicare profezie.

2) perchè non c'è punto d'incontro tra esperienza pentecostale e calvinismo. grazie anticipato

In realtà ci sono diversi calvinisti carismatici. Il più famoso è stato senza dubbio il Rev. Martyn Lloyd Jones, ma oggi puoi trovare diversi pastori che abbracciano pienamente le Dottrine della Grazia e sono continuazionisti. Ad esempio, Samuel C. Storms è un riformato carismatico di cui personalmente apprezzo la chiarezza sui punti TULIP, anche se chiaramente sui carismi non concordo con lui.
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Messaggiodi Marco il Sab Gen 19, 2008 11:38 pm

Neanche io sono daccordo con il parlare in lingue, anzi penso non sia biblico. A mio avviso la storia mostra palesemente che da quando il movimento delle lingue è iniziato, la confusione e le divisioni non hano fatto altro che aumentare. Comuqnue segnalo due edizioni molto chiare a riguardo e utilissime per comprendere molte cose.

http://www.clcitaly.com/live/articolo/i ... ery=000183
http://www.centrobiblico.it/ (vedere in "Prodotti"-"Studio"-"I carismatici" di John MacArthur")
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Messaggiodi Calvinista il Sab Gen 19, 2008 11:50 pm

Tempo fa avevo sentito di una missionaria in India che parlava molte lingue e dialetti del posto e che con questo dono straordinario riusciva a comunicare la buona novellaa a tantissime persone non pensate che questo possa essere un dono del Signore Gesú?
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Messaggiodi Marco il Dom Gen 20, 2008 12:21 am

Caro Osservatore, prima di tutto ti do il benvenuto nel forum perchè vedo che questo è il tuo primo intervento (se vuoi puoi presentarti nella sezione "Benvenuti").
Per quanto riguarda l'argomento del topic, nel mondo girano tante leggende sui prodigi e sui miracoli anche (e soprattutto) nell'ambiente evangelico, quindi non mi stupirebbe che questa sia un altra delle tante bufale, ed anche se non lo è bisogna stare attenti e vigilanti con questi strani fenomeni che lo stesso Dio ci ha preanunciato nella sua Parola (MATTEO 24:24, MARCO 13:22, 2 TESSALONICESI 2:9). Inoltre non sono solo alcuni evangelici a parlare in lingue, ma anche i buddisti, i mussulmani e i carismatici che adorano Maria parlano in lingue in modo molto migliore e credibile degli evangelici-carismatici, e dire che le prime sono false mentre le seconde sono vere solo perchè i secondi adorano Cristo, è un argomentazione tanto fragile quanto superficiale.
Dato che su questo argomento non sono molto ferrato, segnalo alcuni scritti sperando che possono aiutare a conseguire una migliore comprensione della Parola e un miglior modo di riappropriarsi del concetto di "Sola Scrittura".

http://www.cprf.co.uk/languages/italian ... cgifts.htm
http://www.cprf.co.uk/languages/italian ... ophets.htm
http://www.riforma.net/apologetica/pent ... /index.htm
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Messaggiodi Amedeo il Dom Gen 20, 2008 10:19 pm

La mia posizione rispetto al pentecostalismo è più radicale rispetto a quella di tanti altri. Prima di esporla ritengo doveroso precisare qual'è la mia posizione rispetto alla fede: essa è mia, assolutamente mia e in quanto tale non delegabile. Essa riguarda la mia vita presente e futura e poiché la ritengo un dono di altissimo valore ricevuto gratuitamente da Dio, la custodisco gelosamente non lasciando che altri, edulcorando alcuni aspetti del loro credo, possano influenzarla.

Allo stesso modo ritengo che ognuno debba vivere la fede come vuole perché si tratta della sua vita ed ha il diritto di essere rispettato sia come uomo (inteso in senso lato) che come credente. Per questi motivi coloro i quali non condivideranno la mia esposizione non devono sentirsi offesi.

Questo è il mio punto di vista:

Molti ritengono che una delle peculiarità più evidenti del pentecostalismo sia il fatto che - ritenendo che vi siano due opere distinte della grazia nei loro cuori: la conversione ed il battesimo con lo Spirito Santo -, segno e suggello di tale battesimo è il parlare in altre lingue. Io non lo credo. Credo che il parlare in lingue non lo si possa definire come peculiarità, ma che lo si debba, invece, ritenere quale mezzo usato per far passare una religione dell'uomo come la religione di Dio.

Offrire la possibilità di parlare in lingue pone l'uomo ad aspirare ad una personale “potenza” ad essere un super-santo mentre tutti gli altri sono dei cristiani convertiti. Noi battezzati con il battesimo inferiore e loro con quello superiore. Ma il fatto è che il loro evangelo porta l'uomo a credere che la salvezza dipenda dalla loro volontà e non dalla sovrana volontà di Dio.

Così la ricerca della pronunzia di lingue nuove diventa un voler concretizzare la fede, una ricerca di una prova fatta da un credente al pari di un incredulo. La Parola di Dio viene rimpiazzata con i sentimenti, le sensazioni umane.

Nessuno nega che al tempo degli Apostoli esistesse il dono delle lingue: era la capacità di parlare una lingua del tutto nuova e sconosciuta che non era compresa nemmeno da colui che la parlava tant'è che l'interpretazione delle lingue era, al pari del parlare in lingue, un dono dello Spirito Santo. E la Sacra Scrittura ci dice che chi parlava in lingue non parlava agli uomini per edificarli, ma a Dio, per edificare sé stesso.

Nello stesso tempo vi erano anche altri doni: il dono di profezia, di cacciare i demoni, di prendere in mano i serpenti, di bere cose velenose senza averne danno, di far risorgere i morti ...

Fra questi doni, quello di parlare in lingue era la capacità che aveva minore importanza e tra l'altro non era nemmeno considerata tra quelli indicati dall'Apostolo Paolo nella lista di doni come i “doni migliori” che i Corinzi avrebbero dovuto desiderare. Non solo, lo stesso Apostolo precisa che il dono delle lingue non era retaggio di tutti i Corinzi.

Il fatto che il pentecostalismo faccia credere di voler restaurare il cristianesimo del Nuovo Testamento rendendo necessario il dono delle lingue, lascia perplessi.

Il fatto che il parlare in lingue venga fatto passare, in pratica, come “il dono per eccellenza”, così come non era nei giorni degli Apostoli, lascia attoniti.

Il fatto che venga sostenuto che ogni cristiano dovrebbe possedere questo dono, contraddicendo l'Apostolo Paolo che dice “Forse che tutti parlano il lingue?”, lascia veramente senza parole.

Fino al 1900 non si conosceva né si parlava nella Chiesa del “battesimo nello Spirito Santo” nei termini presentati dai pentecostali. Atanasio ed Agostino non l’avevano. Lutero e Calvino non l’avevano. I centinaia di migliaia di martiri che durante il tempo della Riforma diedero la vita per l’Evangelo perseguitati dai Cattolici romani non ce l’avevano. Al contrario, essi apertamente lo ripudiavano. Agostino esprime così la persuasione della Chiesa del passato: Nei tempi più antichi [della Chiesa] lo Spirito Santo era disceso su coloro che avevano creduto, ed essi parlarono con lingue che non avevano appreso “secondo che lo Spirito accordava loro”. Questi erano segni adatti per quei tempi, perché conveniva essere quello il segno anticipatore per mostrare come l’Evangelo dovesse essere diffuso per tutta la terra. La cosa era avvenuta come prefigurazione di ciò che poi sarebbe successo. A suo tempo il segno cessò (Dieci omelie sulla prima epistola di Giovanni, The Nicene and Post- Nicene Fathers, Vol. VII).

Che cosa dice il Pentecostalismo su tutto questo?

Amedeo
"... La vita eterna è infatti questo: conoscere un solo vero Dio e colui ch'Egli ha mandato, Gesù Cristo, nel quale ha posto l'inizio, il mezzo e il fine della nostra salvezza ... tutto ciò che si potrebbe pensare o desiderare di buono si trova unicamente in Gesù Cristo, giacché si è umiliato per esaltarci, si è reso schiavo per affrancarci, si è fatto povero per arricchirci, è stato venduto per riscattarci, è stato prigioniero per liberarci, condannato per assolverci, maledetto per benedirci, vittima di peccato per la nostra giustizia, è stato sfigurato per raffigurarci, è morto per la nostra vita, cosicché, per mezzo di Lui ... la misericordia ha inghiottito ogni miseria e la bontà ogni sventura ..."(Calvino)
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Messaggiodi MariaLaura79 il Dom Gen 20, 2008 10:36 pm

Offrire la possibilità di parlare in lingue pone l'uomo ad aspirare ad una personale “potenza” ad essere un super-santo mentre tutti gli altri sono dei cristiani convertiti. Noi battezzati con il battesimo inferiore e loro con quello superiore. Ma il fatto è che il loro evangelo porta l'uomo a credere che la salvezza dipenda dalla loro volontà e non dalla sovrana volontà di Dio.

SANTA VERITA' e lo dico x esperienza xsonale!!! La Scrittura non mi induce a credere che il Consolatore arrivi nella vita del credente a percentuale: 10% quando ti convince del peccato, 20% quando ti converti, 60% quando parli in lingue (e se non le parli, sei semplicemente un cristiano convertito al quale possono essere negate delle attività in chiesa, uno di serie B), e il rimanente dello Spirito santo ti è dato quando profetizzi od altro.Mi prudono le orecchie quando sento i fratelli pregare affinché anche io riceva questo "dono". Nel NT non si è mai pregato x questo motivo, è un dono e il dono si da senza chiedere altrimenti che dono è? Io non ho mai parlato in lingue eppure so che lo Spirito santo è presente in questo mio cammino di fede.
Dal libro del profeta Isaia ,cap. 43 versi 6a8 (Diodati 1894):

Io dirò al Settentrione: Da'; ed al Mezzodì: Non divietare; adduci i miei figliuoli di lontano, e le mie figliuole dalle estremità della terra; tutti quelli che si chiamano del mio Nome, e i quali io ho creati alla mia gloria, ho formati, anzi fatti; traendo fuori il popolo ch'è cieco, benchè abbia degli occhi; e quelli che sono sordi, benchè abbiano degli orecchi.
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Messaggiodi Giampi il Dom Gen 20, 2008 10:49 pm

Caro Rondine,

rondine ha scritto:Molti ritengono che una delle peculiarità più evidenti del pentecostalismo sia il fatto che - ritenendo che vi siano due opere distinte della grazia nei loro cuori: la conversione ed il battesimo con lo Spirito Santo -, segno e suggello di tale battesimo è il parlare in altre lingue.


Come diceva il fiorentino di Fiesole Philip Mauro, tra gli autori de The Fundamentals, sono i Giudei quelli che cercano un segno!

La dogmatica affermazione che il fenonemo detto glossolalìa, ma che io più propriamente definirei cacolalìa è il segno di una qualche opera/esperienza dello Spirito Santo, stringi stringi, non è altro che una dichiarazione di incredulità!

Per il resto che dici, è un sentito amen & amen! Hai colto molto bene le inevitabili ma sempre taciute implicazioni dei proclami del pentecostalismo, classico o neo- che dir si voglia. Se il pentecostalismo è la verità, chi l'ha preceduto se non era in errore era comunque zoppo, e mi è difficile credere che giganti come Lutero e Calvino fossero "menomati" spiritualmente!

Io ho aggiunto un altro argomento che devasta il pentecostalismo e mette a nudo la sua inconsistenza, quando non è sfacciata ipocrisia, nel sostenere l'infallibilità e l'inerranza delle Scritture, e di considerarla come autorità unica e infallibile in materia di fede e condotta.

Può non essere condivisibile, ma per quel che mi riguarda stronca anche la posizione che si fa forte del 'parlare in lingue' reali.

Magari un giorno lo espongo.
The present English Bible - The Authorized Version - is, we believe, the grand bulwark of Protestantism; the safeguard of the Gospel, and the treasure of the church; and we should be traitors in every sense of the word if we consented to give it up to be rifled by the sacrilegious hands of the Puseyites, concealed Papists, German Neologians, infidel divines, Arminians, Socinians, and the whole tribe of enemies of God and godliness" -- John Charles Pilpot, 1857
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Messaggiodi Marco il Lun Gen 21, 2008 12:44 am

Non posso che concordare con gli ultimi 3 interventi.
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Messaggiodi ServoDiDio il Mar Gen 22, 2008 12:26 pm

--
MOD: l'autore di questo messaggio ha dimostrato di non avere alcun interesse nel dialogo sincero sui carismi e nella comprensione della posizione cessazionista riformata, ma di voler solo imporre agli altri le sue opinioni.
Lascio comunque questo messaggio e alcuni successivi come esempio di come NON si dialoga.
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1) Credo che il Battesimo nello Spirito Santo sia parte integrante della vita cristiana, e che chi lo ha ricevuto dispone di potenzialità spirituali molto, molto maggiori.

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MOD: ecco subito uno dei motivi principali delle critiche riformate al movimento pentecostale: sulla base delle loro discutibilissime esegesi, le chiese Pentecostali introducono elementi di discriminazione fra i credenti, creando in modo del tutto artificioso dei livelli di spiritualità, o "unzione" come la chiamano loro, che producono divisioni nella Chiesa e caricano sulle spalle dei credenti che non hanno avuto certe esperienze un grave peso. Tutto questo è contrario alla Scrittura e ai principi di Sola Fide e di Sola Scriptura.
--


Non è estraneo alla fede biblica, ma ne è parte integrante, Paolo in Eb 6 ,1-2 parla del fondamento della fede e pone i battesimi (battesimo nel corpo di Cristo=nuova nascita, battesimo in acqua, battesimo nello Spirito). Rigetto totalmente le teorie cessazioniste e semicessazioniste, io stesso parlo in lingue ed in diverse occasioni ho profetizzato cose vere e di cui non avevo nessuna cognizione naturale, ho visto diverse persone guarire da cancri incurabili. Ho conosciuto dei pastori di origine straniera con un vero e proprio ministero profetico in questa epoca, del livello di Agabo e dei profeti dell'AT, anche dei non credenti hanno sentito rivelare il segreto dei loro cuori in modo soprannaturale come dice Paolo in 1Cor 14,24-25.

--
MOD: per il pentecostale, l'esperienza diretta diventa la base sui cui poggiare le proprie convinzioni e il filtro per interpretare a posteriori il testo biblico.
--


Sempre in Eb 6,2 si parla anche dell'imposizione delle mani da parte dei ministri di Dio che molto spesso è uno strumento che Lui usa per donare il Battesimo nello Spirito, come vediamo infatti in At 19,6. Il fatto che il Battesimo nello Spirito e la nuova nascita sono due esperienze distinte, lo vediamo in At 8 nei samaritani che erano nati di nuovo (Simon Mago non aveva davvero creduto in modo salvifico però!) ed erano stati battezzati in acqua, ma non furono battezzati nello Spirito finchè Pietro e Giovanni non imposero loro le mani, come leggiamo in At 8,17. Non si tratta di qualcosa di transitorio, ma di una realtà attuale vissuta da milioni di pentecostali in tutto il mondo, questi carismi sono veri, attuali e presenti, come pure le guarigioni. Penso anche che le chiese che condannano i doni spirituali ed il modo di adorare Dio spontaneo, libero, gioioso ed esuberante dei pentecostali si attirano una sterilità spirituale, una condanna ovvero Dio fa in modo che non abbiano convertiti (figli spirituali), un pò come quando Mical disprezzò il modo libero e gioioso di Davide di adorare Dio, Lui la punì con la sterilità fisica come leggiamo in 2Sam 6,20-23. Leggere le teorie antipentecostali mi fa un pò sorridere, è un esperienza troppo forte per essere anche solo messa in discussione, un pò come se un ebreo mi facesse uno studio biblico che dimostra che Gesù non è il Messia, potrebbe anche portare argomenti logici e convincenti, ma la Grazia di Dio in me è troppo forte, per essere vinta da parole che sono soltanto umane.

2) Sul fatto che non ci sia molto incontro tra le convinzioni calviniste e quelle pentecostali è in parte vero, ed è dovuto al fatto che questi due modi di vivere la fede biblica focalizzano da una parte l'estrema razionalità e studio della Parola, dall'altra parte ci focalizza sull'esperienza di vita nello Spirito Santo e nell'esercizio dei doni. Una cattiva comprensione della Sovranità divina porta spesso i calvinisti ad avere un atteggiamento di fondo passivo e non battagliero, oppure a credere che se una persona è malata non è magari necessario pregare insistentemente imponendo le mani ed ungendola con l'olio, oppure se viene un predicatore che ha un potente carisma di guarigione non è necessario portare il malato a questo incontro "perchè se il Signore vuole la guarirà lo stesso". Queste idee sono veleno. Se i quattro amici di Mr 2,4 non avessero scoperchiato il tetto per portare quel paralitico da Gesù, state pur certi che quel paralitico non sarebbe MAI stato guarito da Dio. E' veleno dire che l'uomo non deve fare nulla, semmai Dio fa quello che vuole usando quello che l'uomo fa, sia che sappia di servire Dio, sia che non lo sappia. I pentecostali dopo avere fatto l'esperienza dei doni potenti e vedendo la sobrietà e la pacatezza dei credenti calvinisti tendono a considerarli "morti" ed a non studiare tanto la Bibbia ma di viaggiare più per sensazioni. Sia chiaro che questo è un rischio dei credenti pentecostali immaturi, ma che i credenti pentecostali maturi sanno benissimo riconoscere ciò che viene da Dio da cià che viene solo dalla carne ed anche esercitare i doni dello Spirito senza eccessi e spettacolarismo.

Dall'altra parte i calvinisti che non hanno nessuna esperienza dei doni carismatici, vedendo certe esagerazioni che presentano male il pentecostalismo alla Benny Hinn, tendono a credere che oggi le manifestazioni soprannaturali potenti di guarigioni non possano più esistere. Ricevere la comprensione di TULIP e ricevere il Battesimo nello Spirito sono doni che il Signore accorda sovranamente a chi vuole, raramente li dona entrambi evidentemente per motivi a Lui noti, ma sono certo che siano dottrine complementari che fanno parte della MULTIFORME grazia di Dio (1Pt 4,10) non che si tratta di dottrine in antitesi. Se la Grazia di Dio è MULTIFORME, è palese che ci saranno dei graziati da Dio che lo servono in PIU' FORME, da qui le denominazioni evangeliche e l'errore del centralismo vaticano che vuole uniformare tutti a sè stesso.

Sull'argomento comunque qui c'è il sito di un noto fratello pentecostale (purtroppo con una concezione eccessivamente legalista della fede a mio avviso, ma che ha fatto degli ottimi libri contro le false religioni) ma che riconosce comunque la predestinazione e la sovranità di Dio sulle nostre scelte:

-- MOD: link rimosso perché usato per propagandare un movimento religioso contrario ai principi di questo forum --
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Messaggiodi Marco il Mar Gen 22, 2008 2:17 pm

Caro fratello,
le tue ultime considerazioni non stupiscono ne suonano nuove all'orecchio, dato che sono contraddistinte (non lo dico per offendere ma solo per esprimere ciò che credo) dalla solita, profonda superficialità esegetica e dall'ormai diffusi bisogno di fondare la propria fede sulle sensazioni, sulla sensorialità e sul fondamento Tommaseo "se non vedo, sento, percepisco non credo(o almeno, non riesco a credere come si deve.E' importante precisare che, dopo, Tommaso si è ravveduto dalla sua religione fondata sul vedere, avendo capito che i miracoli, guarigione, "profezie" e altre tali cose per quanto riguarda la vera fede Biblica non significano e non provano totalmente niente, "Camminiamo infatti per fede, e non per visione." 2 COR. 5:7) , cosa che Rondine ha giustamente messo in evidenza nel suo ultimo intervento.

Perche le Lettere Apostoliche (cioè quelle di Paolo, Pietro, Giovanni e Giuda) non solo contemplano, ma anche ampliano OGNI argomento portato da Cristo, mentre questo presunto "battesimo nello Spirito Santo" non viene MAI spiegato anzi ma esso come "seconda esperienza" viene chiaramente confutato ( Ora noi tutti siamo stati battezzati in uno Spirito nel medesimo corpo, sia Giudei che Greci, sia schiavi che liberi, e siamo stati tutti abbeverati in un medesimo Spirito. 1 CORINZI 12:13)?? Semplice, perchè il battesimo nello Spirito Santo come "seconda espereinza" non esiste nella mente degli Apostoli, essendo una dottrina umana (infatti quando i 3000, insieme alle altre persone degli altri casi simili presenti nel libro degli Atti, non "parlarono in lingue", gli Apostoli non dissero assolutamente niente a riguardo...perchè appunto le "lingue" non provano proprio nulla). A tutti quelli (anche ministri pentecostali) a cui ho posto una domanda del genere, di solito l'imbarazzo o il "E questo che centra?" (!!) sono stati di norma...molto curioso.

Comunque dico questo non per piacere di polemica ne tanto meno per offendere, assolutamente, ma solo per porre degli importanti spunti di riflessione. Inoltre se leggendo gli scritti che vari ministri riformati hanno composto fa venire da "sorridere", bhe allora ci vuole una maggiore umiltà nel mettere in discussione se stessi e le proprie convinzioni, convinzioni che possono essere sbagliate in modo particolare se fondate su ciò che Cristo non gradisce e dal quale ci mette in guardia: "Se non vedete segni e miracoli, voi non credete" (GIO 4:48)

Riporto ulteriormente qui di seguito scritti in particolare sull'argomento, contraddistinti da una seria, accurata ed obbiettiva analisi Biblica.

http://www.mediafire.com/?8endway0zxj
http://www.mediafire.com/?bmgg5mx40az
http://www.mediafire.com/?et4djdxtxdy
http://www.mediafire.com/?4gcaxg2fbjm
http://www.mediafire.com/?czuhra0fwgx
http://www.cprf.co.uk/languages/italian ... ophets.htm
http://www.cprf.co.uk/languages/italian ... cgifts.htm
http://www.cprf.co.uk/languages/italian_tryspirits.htm
http://www.riforma.net/apologetica/pentecostalismo/

Il Signore Onnipotente ci benedica tramite la Sua Parola, infallibile gioia e sola ed unica autorità del Cristiano.
"Tutte le cose che fate, fatele con amore." 1 CORINZI 16:14

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Messaggiodi ServoDiDio il Mar Gen 22, 2008 2:28 pm

Caro fratello,
ero certo che questa sarebbe stata la risposta, così come l'uomo naturalmente non può comprendere nulla della salvezza, così a meno di una Grazia donata dal Signore al credente non può capire nulla, ma proprio nulla della realtà dei carismi. Ti informo che ci sono migliaia anzi milioni di credenti che vivono queste esperienze in modo maturo ed equilibrato sapendo evitare gli eccessi e senza dire, come fanno altri che queste cose oggi non ci sono più. Tra fare un culto-carnevale ed un culto-funerale io credo che esistano non una, ma tantissime vie di mezzo.

Riguardo a 1Cor 12,13 comprendo la tua perplessità, ma quel brano parla del Battesimo nello Spirito per tutti i credenti perchè in effetti nella chiesa apostolica TUTTI i credenti venivano subito battezzati nello Spirito ed iniziavano a parlare in lingue subito dopo il battesimo in acqua, quando i ministri di Dio o anziani della comunità imponevano le mani sul neo-battezzato e pregavano affinchè ricevesse lo Spirito Santo o per essere più precisi il Battesimo nello Spirito Santo, come leggi in modo chiarissimo in brani come At 19,6; 8,18; 9,17; Eb 6,2; 1Tim 4,14; 2Tim 1,6. L'unico modo per negare queste verità e dire che queste cose oggi non esistono più.

Questa è la verità biblica che poi distorta nei secoli ha dato origine alla "cresima" cattolica ed alla "confermazione" in alcune chiese evangeliche. I segni ed i prodigi non convertono nessuno in sè stessi, ma è Dio stesso che ha scelto di convertire delle persone usando anche dei segni e prodigi (Eb 2,4; Mr 16,20) e dato che Dio è sempre lo stesso (Eb 13,8) poteva fare questo nel I secolo e lo può fare e lo fa anche oggi nel XXI.
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Messaggiodi Marco il Mar Gen 22, 2008 3:17 pm

Servo di Dio ha scritto:Caro fratello,
ero certo che questa sarebbe stata la risposta, così come l'uomo naturalmente non può comprendere nulla della salvezza, così a meno di una Grazia donata dal Signore al credente non può capire nulla, ma proprio nulla della realtà dei carismi.


Mi meraviglio di come sei in grado di conoscere cose riguardanti me e la mia vita non avendomi mai visto in faccia ne avendo mai incontrato...non pensavo che i carismi fossero così "efficaci"...strano comunque, di solito il vero Spirito Santo conferisce tutt'altri atteggiamenti (Matteo 11:29, Galati 5:22).
Comunque parlando di cose serie, sono stato anche io carismatico di quelli convinti ma, dopo aver ricevuto la "grazia" di comprendre la "relatà dei carismi", il Signore per Sua Grazia mi ha fatto comprendere che questa "realtà" è tutta illusione ed autosuggestione, mostrandomi tramite la Sua Parola l'enorme banalità e la grande pericolosità di questa teologia (se di teologia si può parlare e se c'è una teologia nel gran disordine che è la dottrina carismatica...). Quindi, se mi permetti di dire qualcosa anche se a quanto pare sembri conoscermi meglio di come io conosca mestesso, questa nuova veduta dello Spirito Santo la reputo come nient'altro che un meraviglioso dono di Dio consistente una migliore comprensione della Scrittura, oltre che ad aver adottato ora una sola Autorità, cioè la Scirittura stessa, e non la Scrittura insieme alla mia esperienza sensoriale, dato che così si disonora la Bibbia, cioè la Parola stessa (perfetta ed infallibile), quindi Cristo.

Servo di Dio ha scritto:Ti informo che ci sono migliaia anzi milioni di credenti che vivono queste esperienze in modo maturo ed equilibrato sapendo evitare gli eccessi e senza dire come fanno altri che queste cose oggi non ci sono più.


Non vedo cosa possa centrare, oltre a non vedere nessuna cosa significativa per quanto riguarda l'argomento. Ci sono miliardi di cattolici nel mondo ed ancora di più i mussulmani...quindi?...mah... :shock:

Servo di Dio ha scritto:Riguardo a 1Cor 12,13 comprendo la tua perplessità, ma quel brano parla del Battesimo nello Spirito per tutti i credenti perchè in effetti nella chiesa apostolica TUTTI i credenti venivano battezzati nello Spirito ed iniziavano a parlare in lingue subito dopo il battesimo in acqua, quando i ministri di Dio imponevano loro le mani, come leggi in At 19,6 ed Eb 6,2.


Di interpretazioni bibliche acrobatiche e fantasiose ne ho viste molte, ma questa ha un suo "non so che" di speciale. Comunque potrai trovare delle vere interpretazioni Bibliche coerenti ed obbiettive su questo verso nei link che ti ho postato sopra (ti consiglio il primo) e, ti ringrazio realmente per la comprensione ma, almeno a riguardo, non c'è alcuna perplessità e non ho bisogno di queste umanizzate esegesi "bibliche".

ServoDiDio ha scritto:Questa è la verità biblica che poi distorta nei secoli ha dato origine alla "cresima" cattolica ed alla "confermazione" in alcune chiese evangeliche. I segni ed i prodigi non convertono nessuno in sè stessi, ma è Dio stesso che ha scelto di convertire delle persone usando anche dei segni e prodigi (Eb 2,4; Mr 16,20) e dato che Dio è sempre lo stesso (Eb 13,8) poteva fare questo nel I secolo e lo può fare e lo fa anche oggi nel XXI.


I soliti versi presi a sproposito. EBREI 13:8 non parla dell'operare di Dio ma parla dell'essere di Dio (infatti usa il verbo essere, e solo questo dovrebbe bastare a far capire che sostenere i miracoli con questo verso è una vera e propria flagellazione della Parola) e che Dio è lo stesso sempre, dato che è eterno ed immutabile, ciò non implica assolutamente che Egli operi sempre alla stessa precisa maniera nel mondo materiale che è finito e non eterno. Filosofie umane...niente di nuovo.

Mi fermo qui, riportando di nuovo l'intervento di Amedeo solo per metterlo in bella vista dato è contraddistinto da equilibrio e obbiettività, almeno a mio avviso. Rispondo per finire all'ultima domanda che Rondine pone in queste sue parole: "Che cosa dice il Pentecostalismo su tutto questo?" - "Il Pentecostalismo, anche se fa tanti bei giri di parole impacchettati a puntino nel pieno disprezzo della Sufficienza della Parola, risponde così: "Non importa, perchè non lo abbiamo SPERIMENTATO, abbiamo fatto L'ESPERIENZA". Infatti è questa la colonna principale, quella che regge tutte le altre colonne della teologia dei carismi: l'esperienza umana.

Rondine ha scritto:Molti ritengono che una delle peculiarità più evidenti del pentecostalismo sia il fatto che - ritenendo che vi siano due opere distinte della grazia nei loro cuori: la conversione ed il battesimo con lo Spirito Santo -, segno e suggello di tale battesimo è il parlare in altre lingue. Io non lo credo. Credo che il parlare in lingue non lo si possa definire come peculiarità, ma che lo si debba, invece, ritenere quale mezzo usato per far passare una religione dell'uomo come la religione di Dio.

Offrire la possibilità di parlare in lingue pone l'uomo ad aspirare ad una personale “potenza” ad essere un super-santo mentre tutti gli altri sono dei cristiani convertiti. Noi battezzati con il battesimo inferiore e loro con quello superiore. Ma il fatto è che il loro evangelo porta l'uomo a credere che la salvezza dipenda dalla loro volontà e non dalla sovrana volontà di Dio.

Così la ricerca della pronunzia di lingue nuove diventa un voler concretizzare la fede, una ricerca di una prova fatta da un credente al pari di un incredulo. La Parola di Dio viene rimpiazzata con i sentimenti, le sensazioni umane.

Nessuno nega che al tempo degli Apostoli esistesse il dono delle lingue: era la capacità di parlare una lingua del tutto nuova e sconosciuta che non era compresa nemmeno da colui che la parlava tant'è che l'interpretazione delle lingue era, al pari del parlare in lingue, un dono dello Spirito Santo. E la Sacra Scrittura ci dice che chi parlava in lingue non parlava agli uomini per edificarli, ma a Dio, per edificare sé stesso.

Nello stesso tempo vi erano anche altri doni: il dono di profezia, di cacciare i demoni, di prendere in mano i serpenti, di bere cose velenose senza averne danno, di far risorgere i morti ...

Fra questi doni, quello di parlare in lingue era la capacità che aveva minore importanza e tra l'altro non era nemmeno considerata tra quelli indicati dall'Apostolo Paolo nella lista di doni come i “doni migliori” che i Corinzi avrebbero dovuto desiderare. Non solo, lo stesso Apostolo precisa che il dono delle lingue non era retaggio di tutti i Corinzi.

Il fatto che il pentecostalismo faccia credere di voler restaurare il cristianesimo del Nuovo Testamento rendendo necessario il dono delle lingue, lascia perplessi.

Il fatto che il parlare in lingue venga fatto passare, in pratica, come “il dono per eccellenza”, così come non era nei giorni degli Apostoli, lascia attoniti.


Il fatto che venga sostenuto che ogni cristiano dovrebbe possedere questo dono, contraddicendo l'Apostolo Paolo che dice “Forse che tutti parlano il lingue?”, lascia veramente senza parole.


Fino al 1900 non si conosceva né si parlava nella Chiesa del “battesimo nello Spirito Santo” nei termini presentati dai pentecostali. Atanasio ed Agostino non l’avevano. Lutero e Calvino non l’avevano. I centinaia di migliaia di martiri che durante il tempo della Riforma diedero la vita per l’Evangelo perseguitati dai Cattolici romani non ce l’avevano. Al contrario, essi apertamente lo ripudiavano. Agostino esprime così la persuasione della Chiesa del passato: Nei tempi più antichi [della Chiesa] lo Spirito Santo era disceso su coloro che avevano creduto, ed essi parlarono con lingue che non avevano appreso “secondo che lo Spirito accordava loro”. Questi erano segni adatti per quei tempi, perché conveniva essere quello il segno anticipatore per mostrare come l’Evangelo dovesse essere diffuso per tutta la terra. La cosa era avvenuta come prefigurazione di ciò che poi sarebbe successo. A suo tempo il segno cessò (Dieci omelie sulla prima epistola di Giovanni, The Nicene and Post- Nicene Fathers, Vol. VII).

Che cosa dice il Pentecostalismo su tutto questo?
Ultima modifica di Marco su Mar Gen 22, 2008 6:11 pm, modificato 5 volte in totale.
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Messaggiodi Andrew il Mar Gen 22, 2008 4:50 pm

Come accade spesso, le discussioni sui carismi e sulle pratiche pentecostali accendono gli animi, e frasi scritte senza pensarci troppo possono rivelarsi poi spiacevoli ad una più attenta meditazione sul punto di vista altrui.

Come per qualunque altro argomento, la base comune del nostro dialogo è e deve sempre essere la Scrittura, l'unica fonte infallibile di conoscenza di Dio. Fondare le proprie convinzioni sulla propria esperienza è poco utile - se non decisamente pericoloso - ai fini della conoscenza della Grazia di Dio. Se si argomenta sulla base del "l'ho visto con i miei occhi", "lo so per esperienza diretta" o "lo sento nel mio cuore", non si va da nessuna parte e si conduce il dialogo ad un punto morto. Saranno anche esperienze molto profonde emotivamente, ma pressoché inutili per la mutua edificazione e la crescita nella conoscenza di Dio, perché questa si fonda solo sulla Parola di Dio che noi abbiamo nella Scrittura.

Ora, continuiamo senza fare supposizioni sui motivi che spingono l'altro a fare certe affermazioni e concentriamoci piuttosto sul reale contenuto delle parole altrui, avendo cura di andare sempre a vedere se nelle Scritture le cose stanno veramente così.
Sottoscrivo la Confessione di Fede di Westminster.
"Perciocchè Iddio, che disse che la luce risplendesse dalle tenebre, è quel che ha fatto schiarire il suo splendore ne' cuori nostri, per illuminarci nella conoscenza della gloria di Dio, che splende sul volto di Gesù Cristo." (II Cor. 4:6)

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