

Francesco ha scritto:....che io ed Andrea abbiamo scritto su Romani 9, in risposta ad alcune esegesi arminiane del tipo Martella.

Luciano Leoni ha scritto:da dove trai che il fratello Martella sia arminiano?


Luciano Leoni ha scritto:Ritengo che alla base del tuo ragionamento, come quello di francesco, vi sia un paradigma che distingue tutto in modo troppo netto.
ti invito a leggere alcune sue opere e, in particolare "Escatologia 1-2" dove potrai approfondire quanto dice.




Io credo che bisogna invece essere netti e precisi nel distinguere la verità dalla menzogna, perchè, come i passaggi che citava Andrea suggeriscono, non vi sono mezze verità e mezze menzogne.
Inoltre, noi non stiamo facendo altro che avere l'atteggiamento antitetico verso le opinioni degli arminiani che la fede Riformata ha sempre avuto.
Se leggi i Canoni di Dordt, non puoi non accorgerti che biblicalmente vi deve essere un'affermazione della verità accompagnata necessariamente da un rifiuto di ciò che è contrario, opposto, alla verità.
Oggi qui in Italia non vi sono vere chiese Riformate, che hanno lo steso tipo di atteggiamento antitetico, chiaro, preciso. Oggi in Italia si tende a confondere le acque, ad invocare un "rispetto" - che non è del tipo biblico - verso false dottrine che un tempo non si tolleravano all'interno delle chiese Riformate, in nessuna forma, come San Paolo non tollerava una corruzione del vangelo per sola fede in nessuna forma (vedi Galati).
Oggi in Italia vi è l'AEI che allea "evangelicali" di ogni tipo, senza badare all'importanza che c'è nelle differenze delineate dai Riformati a Dordt…. OMISSIS … in più parti ci esorta a camminare.
Il fatto che tu mi dica "rispetta le opinioni altrui", mi preoccupa, soprattutto quando queste "opinioni" sono sovvertimenti di dottrine bibliche.
Se io so che sono così, se io credo che è così, se io credo che la menzogna non è qualcosa nè da tollerare nè da "rispettare" non parlerò mai come fai tu, ma anzi "denuncerò le opere delle tenebre".
Tu mi dirai: bisogna dire la verità con amore! Chi lo nega? Ma con amore non significa "rispettando le eresie".
C'è differenza. Se vedo uno che si professa cristiano e che professa eresie pesanti, non lo approccerò dicendogli: guarda io rispetto quello che credi, però .... no, gli farò capire coi dovuti modi che lui crede cose gravemente errate, e che la verità è tutt'altra. Tutto questo con pazienza, e col fine di guadagnarlo alla verità. Se poi non vuole ascoltare, non ascolti, ma io non cercherò con lui una unità nella menzogna.
E tu? Sei convinto che la verità non sia ambigua? Sei convinto che i punti dell'arminianesimo siano pervertimenti dlela verità e niente di meno? Sei convinto che bisogna dire la verità e cercare l'unità in essa, e non una falsa unità? A queste domande non mi meraviglio se risponderai: la verità è sono unito in Cristo con questi fratelli!
Ciò di cui io sto parlando però, è proprio cose che riguardano gli attributi e le opere della Santa Trinità, gli attributi e le opere di provvidenza e salvezza di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.
Chi perverte questo punto per punto, intenzionalmente o meno, deve essere evangelizzato, e solo dopo si realizza l'unità di cui parla Cristo, che è un'unità nell'amore, e nella verità. Senza la seconda il primo non sarà vero amore, ma solo sentimenti umani.

Ezer ha scritto:Caro Luciano,
scusami se m'intrometto tra te , Andrea e Francesco, ma credimi, il Fr. Nicola Martella è chiaramente ARMINIANO, cioè non volendo offendere nessuno, questa è la sua tesi, la sua posizione dottrinale, anche se lui non si definisce tale, sono i suoi scritti a renderlo tale; io ho tutte le sue pubblicazioni, compreso escatologia 1 e 2, quindi, diciamo che conosco un pò del suo pensiero. Poi, riguardo alle posizioni nette, è chiaro che la Bibbia non può voler dire una cosa e subito dopo contraddirla, nella Parola non vi sono paradossi,mentre Nicola fa proprio questo. Ti saluto caramente in Cristo.
Ezer
È possibile, certo, e capisco il tuo invito a non ragionare per categorie rigide. Tuttavia la Parola di Dio è una spada a doppio taglio (Eb. 4:12), è una lampada che splende nell'oscurità (II Pi. 1:19), quindi non mi pare che voler distinguere nettamente sia un atteggiamento criticabile in un Cristiano. Anzi, sono convinto che, essendo noi stessi le lampade del mondo, siamo chiamati a portare la luce con la Parola, e la luce fa vedere tutto in modo più distinto.
Ti ringrazio della segnalazione. Consentimi però, in base a quanto ho letto sul suo sito, di dubitare che in questo libro troverò delle esegesi migliori di quelle contenute nei suoi articoli; né che manifesti una conoscenza della vera dottrina riformata che, se c'è, è certamente ben nascosta; né che le sue argomentazioni in favore del "libero arbitrio relativo" siano più solide di quelle di Erasmo da Rotterdam, contro il quale Lutero ha già risolto la questione 482 anni fa!




Andrew ha scritto:Caro Luciano, visto che non c'è accordo su diverse cose, per il sano svolgimento del dialogo vorrei chiederti di fornirci la tua definizione di Arminianesimo in base alla quale giudichi gli scritti di Martella.
Caro Luciano,
ti ringrazio che mi consideri ancora un fratello e non un eretico, (me la sono cavata bene) vorrei sapere, non per amore di polemica, ma per rispetto e coerenza della teologia Cristiana, come definiresti la teologia del fratello Nicola?, la sua definizione la conosco: si definisce appartenente a nessuna teologia. E allora mi sorge un dubbio, è probabile che di tutte le sue pubblicazione io non abbia capito niente; perciò, ti chiedo di illuminarmi su questo punto. Vorrei precisare, che quì si sta parlando di posizione teologica e non della persona. Quando dico Arminiano, non voglio intendere peccatore, o altre connotazioni negative, voglio solo dire che ha una teologia che io non condivido.
Ti abbraccio fraternamente in Cristo.
Ezer

Luciano Leoni ha scritto:No. Mi spiace caro Andrew, ma non sono in una sessione di esami in teologia e non devo rimarcare quello che tutti conosciamo del pensiero arminiano. Ritengo il fratello Nicola NON ARMINIANO. PUNTO.


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